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La patria, prima di tutto

Roland Emmerich stupisce tutti nel 2000 quando presenta una storia in costume (la guerra d’indipendenza americana) ambientata nel 1776 e priva di mostri, alieni e disastri della natura. La storia è semplice, quasi un classico. Benjamin Martin (Mel Gibson), proprietario terriero, non vorrebbe entrare in guerra, ma per salvare il figlio dall’impiccagione si cimenta in una battaglia dalle mille vittorie. Diviene leggenda. Solita trama, si trasforma lo scenario.
Ciò che non cambia mai è forse Mel Gibson, con quella faccia un po’ così, il capello lungo da Braveheart, lo spirito da brigante che combatte per difendere la propria terra, una terra che ancora non esiste e che diverrà quella degli Stati Uniti d’America. Un’ America nata da un massacro (nel film sono citati gli attacchi ai pellerossa da parte dei francesi) e proseguita in massacro (gli inglesi che si comportano come gli americani nella guerra nel Vietnam). Emmerich crea un kolossal tutto sommato appassionante e di facile interpretazione, ma forse pecca un po’ di semplicità nel presentare i personaggi divisi fra l’al di qua e l’al di là del buono e puro, cattivo e crudele.

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