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Il lento apprendistato del crimine

Malik El Djebena è un diciannovenne arabo/francese condannato a scontare sei anni in prigione. È giovane, analfabeta e solo al mondo. Il carcere però è un posto dove s’impara in fretta a mettere da parte le proprie fragilità. L’occasione per uscire dalla condizione di prigioniero isolato e vulnerabile gliela offre il leader di un clan di reclusi còrsi che lo obbliga ad adescare e uccidere un altro detenuto. Da quel momento Malik ha un protettore importante, che però lo fa lavorare come sguattero del clan: il ragazzo sembra accettare passivamente questa condizione ma in segreto cova un piano ben preciso.
Premio speciale della giuria a Cannes 2009, miglior film al London Film Festival 2009 e, da ultimo, premio Lumière 2010.

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“Un Prophete” è un’opera profonda. Audiard usa il prison-movie come pretesto per fare un film sul rito di passaggio della fine dell’innocenza: la diseducazione sentimentale di Malik passa per un lento apprendistato nell’ombra. Il carcere è un mondo parallelo, un ecosistema che rinegozia di continuo il confine tra dentro e fuori. Malik impara in fretta a vivere a cavallo di questo margine tra esperienza e previsione, reale e immaginario.
Tutti i premi vinti da questo film sono riconoscimenti meritatissimi.

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