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Musica e schizofrenia come simbolo di umanità

Il giornalista Steve Lopez, in crisi privata e lavorativa, incontra tra le strade di Los Angeles un senzatetto con incredibili doti da musicista, capace di suonare un violino con sole due corde. Alla ricerca di una storia da raccontare, crede di aver trovato quella giusta, ma nel frattempo si interessa alla causa di Nathaniel e cerca di aiutarlo ad uscire dalla sua schizofrenia che l’ha portato a lasciare la Julliard prima e la sua casa dopo, finendo a vivere per le strade. Tra i due nascerà una profonda e disinteressata amicizia.

OneLouder

Tratto da una storia vera, narrata dallo stesso Lopez in un suo romanzo, “The Soloist” risulta per certi versi freddo e impersonale, pur essendo interpretato perfettamente dai due attori protagonisti. Nel raccontare questa storia delicata ed emozionante si preme un po’ troppo sull’acceleratore delle stucchevolezze e dei retoricismi con tanto di colombe che sorvolano le strade trafficate di Los Angeles o di teneri e simpatici senzatetto con i quali il giornalista entra in contatto. Con una maggiore attenzione ai vari temi trattati (la schizofrenia, il fenomeno dei senzatetto, il talento musicale come espressione della propria umanità), sarebbe stato molto più coinvolgente e meno convenzionale e calcolato.

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