Home > Recensioni > Il Viaggio Di Jeanne

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Di nuovo adolescenti

Esordio alla regia per Anna Novion, francese con il pallino della Svezia, “Il Viaggio Di Jeanne” è tutto cucito attorno alla psicologia e ai desideri più intimi di un gruppo di personaggi. Protagonista è Jeanne, diciassettenne che vive con il padre Albert, uomo solo – la moglie è fuggita in Nuova Zelanda per rifarsi una vita – che ad ogni suo compleanno la porta in viaggio in un nuovo paese europeo.

Sono vacanze tranquille, solitamente, quelle di Albert e Jeanne, con lui sempre alla ricerca di tesori – culturali e non – e lei che lo segue, appassionandosi alla storia e alle tradizioni europee. Ma quando i due si ritrovano costretti a condividere la casa presa in affitto con Annika, la proprietaria, e Christine, una sua amica francese, tutto prende una piega diversa. Jeanne riesce infatti ad emergere dal bozzolo costruitole dal padre e a cominciare ad esplorare il mondo esterno, fatto di adulti e di coetanei.

Con un tocco delicato e sensibile, la Novion ci apre il sipario su emozioni adolescenziali e nevrosi da adulti. Tutto con estrema sobrietà, ma senza per questo non permettersi qualche strappo di comicità e di ironia. Buon esordio, quindi, anche se – verrebbe da dire – di una vera e propria cifra stilistica ancora, in questo “Viaggio Di Jeanne” non troviamo traccia.

OneLouder

“Francesata” in piena regola, ma tanto tanto tenero come film. Certo, la regia non si sbilancia mai, e così non si sbilancerà neanche lo spettatore, forse. Ma come non emozionarsi – in maniera semplice e adolescenziale – quando la protagonista sale in motorino a si tiene stretta al ragazzino per cui si è appena presa una cotta? *Sospiro*. *Sorriso*.

Pro

Contro

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