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Il thriller psicotico di Danny Boyle

Basato su una sceneggiatura di Joe Ahearne e John Hodge, l’ultima fatica di Danny Boyle è “In Trance“, film girato tra Francia e Regno Unito durante il mastodontico lavoro di preparazione alle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi.

In un continuo vortice di rivelazioni e ribaltamenti di ruoli, Simon (James McAvoy) cerca di ricordare dove ha nascosto un’inestimabile dipinto di Goya durante il tentativo di furto messo in atto da una banda di criminali capitanata da Frank (Vincent Cassel). Per superare la sua amnesia viene ingaggiata l’ipnoterapeuta Elisabeth Lamb (Rosario Dawson). I segreti nascosti nella mente di Simon però sono ben più complessi dell’ubicazione della tela perduta.

OneLouder

Mi rammarica bocciare un film in cui Danny Boyle non si caccia con intenzionalità in facili retoriche o esagerate stravaganze.
“In Trance” si apre con una premessa alla Scorsese, cerca di limitare gli estri di camera e i guizzi registici tipici del regista in favore del progressivo disvelamento di tre individui moralmente riprovevoli in un gioco di manipolazioni (senti)mentali. Tuttavia nel ricercare un crescendo di colpi di scena e rivelazioni, il film gli sfugge di mano, facendosi macchinoso ed esagerato, finendo per scivolare in un paio di “scene forti” da risolini a fondo sala.

Pro

Contro

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