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Lev contro il Vulcano

Una delle opere più tarde del maestro del cinema sovietico Lev Kulešov, che fu affiancato, in corso d’opera da Aleksandra Holova ed Evgenij Šnejder, incaricati dalla produzione di intervenire qualitativamente sulla lavorazione del regista, i cui giornalieri destavano alcune perplessità. Siamo distanti sia dal pionierismo dei primi lavori, ma anche dalla significanza estetica delle opere più mature. “Slu?aj V Vulkane” è un film riuscito solo parzialmente, piuttosto spettacolare dal punto di vista scenico ma frammentario e poco omogeneo. La vicenda è sostanzialmente un’avventura con sottotesto etico – e parzialmente propagandistico – con il giovane paracadutista Andrej che, saltato un lancio per un attacco di panico, si allontana dalla città e dagli affetti, in preda alla vergogna, e si arruola su un battello che trasporta degli scienziati nel Kamchakta, dove si caleranno nel cratere di un vulcano per fare delle rilevazioni metallurgiche. Sulla nave, Andrej incontra la sua fidanzata ed un suo molesto pretendente che cerca di farla sua deridendo lo stesso Andrej per la supposta codardia. Nell’arco della spedizione, tuttavia, il giovane avrà modo di provarsi tutt’altro che pavido.

Il film va ovviamente letto flettendo lo sguardo e adattandolo a contesto storico e gusto sovietico. Belle le scene aeree, piuttosto zoppicante invece l’intero segmento relativo alla spedizione scientifica, sia per una ragione di coerenza scientifica – forte l’inverosimiglianza, un po’ confuse le premesse narrative – sia per un montaggio che non dona la necessaria fluidità ad inquadrature non sempre funzionali, e purtroppo neanche pregne della ricerca grammaticale che contraddistingue molto cinema russo del periodo. Le immagini dell’ascensione e della calata nel cratere, poi, hanno un’aura vagamente fumettistica che richiama da lontano l’afflato di “Viaggio Al Centro Della Terra”, offrendo tuttavia un interessante spunto metaforico che tocca da l’apologia tecnica, dall’altra gioca con i concetti di umiltà, dignità, coraggio e riabilitazione. Belle, infine, soprattutto da un punto di vista storico, le scene collettive, intrise di uno spirito collettivo e cameratesco che riflette l’intenzione propagandistica dell’epoca.

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