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Cinepieraccioni d’annata in salsa nostalgica

Ogni momento culturale ha i pacchi dono che si merita: il nostro ha i cinepanettoni e i cinepieraccioni. Rispetto alla concorrenza il bischero dalle uova d’oro del cinema italiano si permette il lusso di uscire ogni due anni, dando al pubblico e a se stesso il giusto respiro in attesa della prossima, esile trovata.

In questo caso il lampo di genio è tutto in una domanda: che succederebbe se, evocata nel corso di una seduta spiritica, Marilyn Monroe arrivasse davvero? È quello che capita a Gualtiero Marchesi, quarantenne divorziato ed ancora innamorato della ex moglie. State a scommettere che il fantasma della burrosa stella del cinema non sarà solo causa di gustosi equivoci, ma darà consigli d’amore al povero Gualtiero per farlo riavvicinare alla moglie.

Al di là del pretesto narrativo, c’è del buono sotto il cielo della Toscana. La rievocazione della leggendaria Marilyn, interpretata con ammirevole aderenza da Suzie Kennedy, non è solo un omaggio al cinema, ma conferisce di per sé al film un tono nostalgico e romantico particolarmente insolito e riuscito. La struttura della commedia si apre così ad un timido risvolto fantasy, e la modestia del personaggio di Pieraccioni, da sempre fotocopia di se stesso, è ampiamente riscattata da un efficacissimo cast di contorno e dal ricorso ad un caleidoscopio di dialetti regionali che ha soprattutto nel personaggio di Rocco Papaleo un esito davvero felice.

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Che piaccia o no, il cinema di Leonardo Pieraccioni è diventata una delle due matematiche certezze che appaga l’ansia di risate natalizie del popolo italico, oltre ad assicurare beata letizia a distributori e produttori. Dal canto suo il buon Leonardo ha maturato con gli anni una discreta pulizia di scrittura che, pur nella ripetitività della formula, assicura garbate risate, obbligatoriamente con la – t – e la – c – aspirate.

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Contro

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