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Come sulla giostra

Quando la figlia adolescente viene rapita durante una vacanza a Parigi da un gruppo non identificato di malviventi, l’ex agente dei servizi segreti Bryan, oramai ritiratosi a vita divorziata e devota alla prole, ritorna in azione rispolverando tutto l’arsenale da guerriglia urbana. Tra rocamboleschi inseguimenti, indagini in stile CIA, colpi mortali e ironia ammiccante, si getterà all’inseguimento della pargoletta fino a…Il seguito è alquanto pervedibile date le premesse, ma proprio per questo “Io Vi Troverò” non delude l’amante dell’adrenalina che voglia concentrarsi sul ritmo più che sulla trama del film. Curiosa la scelta di Liam Neeson per la parte del protagonista duro e puro: l’abitudine a vederlo in parti perlomeno diverse se non opposte a quella rivestita in questa pellicola stride con il rumore dei cazzotti e il fischio dell’aria attraversata dai suoi calci mortali, per non parlare della singolare fisicità di Neeson se paragonata al tipo ideale dell’eroe d’azione. La durezza di Bryan è mitigata dai gesti da genitore amorevole e devoto che riserva alla figlia, in una versione semplificata e superficiale del padre di famiglia di “A History Of Violence”, portato sullo schermo da un Viggo Mortensen coerentemente più credibile di Neeson e quindi meno divertente (ma più acutamente ironico).
La paternità del film è della Europa Corp. di Luc Besson, che firma anche la sceneggiatura insieme a Robert Mark Kamen, quest’ultimo gia autore dello script di “Karate Kid” e coautore con Besson di quelli dei primi due capitoli di “Transporter”. La mano di Besson è più quella di “Transporter” che di “Nikita” o “Leon”, anche se lo si intravede in qualche battuta sapida e in una generale impostazione videoludica. Il merito del flusso ininterrotto di azione ipercinetica è invece tutto del regista Pierre Morel, alla sua seconda di regia prova dopo “Banlieu 13″,in Italia solo in DVD, ma gia operatore di macchina su territorio Francese per Demme, Bertolucci e lo stesso Besson.
Alla fine “Io Vi Troverò” funziona come una macchina ben oleata grazie ad una troupe affiatata e rodata. E se non si cerca per forza l’innesco cerebrale si riesce a godere una euforica corsa sulla giostra.

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