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Luci e ombre al potere

Clint Eastwood porta al cinema un lungo biopic di J. Edgar Hoover: capo dell’FBI per oltre mezzo secolo, al servizio di otto presidenti degli Stati Uniti, diventato l’uomo più potente d’America e custode dei segreti più scomodi di personaggi come JFK, Marilyn Monroe e Martin Luther King.

Clint Eastwood ci porta però dietro quell’oscura coltre di mistero e di ineffabilità che contraddistinse Hoover raccontandoci una persona sofferente, preda di un morboso rapporto con la madre e di un rapporto inespresso e frustrato con Clyde Tolson che, non potendo amarlo, renderà suo fido braccio destro.

Rari momenti di umanità che però sono come lucciole in una notte di primavera, e illuminano un film che non è certo tra i migliori di Eastwood, nonostante un Di Caprio da Oscar.

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Nonostante non sia affatto tra i migliori film di Clint Eastwood il film ha delle potenzialità che lo rendono interessante: Leonardo Di Caprio è assolutamente brillante, così come Judi Dench; la storia è intrigante e ci porta alla scoperta di una figura chiave nella storia americana rimasto quasi sconosciuto in Europa.

Purtroppo la perenne voce narrante appesantisce il film e l’invecchiamento dei tre personaggi principali appare a tratti ridicolo.

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