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L’amore infedele

Jerichow è una piccola cittadina tedesca di 2270 abitanti situata nella Sassonia. In queste lande tranquille e desolate si consuma uno degli intrecci narrativi più tipici della cinematografia mondiale: quel triangolo amoroso al centro di film come “Ossessione” di Luchino Visconti e “Il Postino Suona Sempre Due Volte”, reso celebre dalla coppia di amanti interpretata da Jack Nicholson e Jessica Lange. I protagonisti, nel caso della pellicola tedesca, sono Alì, un grassoccio imprenditore turco (lui), Laura, un’avvenente donna dal passato misterioso (lei), e Thomas, un ex soldato tedesco (l’altro).

Il primo passa le sue giornate a controllare i guadagni dei suoi piccoli chioschi andando col suo fuoristrada da una parte all’altra della regione; la moglie Laura lo aiuta con l’acquisto della merce dai fornitori; Thomas cerca lavoretti per sopravvivere, visto che è stato congedato con disonore dall’esercito. La vita di Thomas incrocia quella della coppia dopo che Alì, sbronzo come al solito, sbanda col suo fuoristrada. Dopo averlo soccorso e coperto dalla polizia, Thomas conquista progressivamente la fiducia di Alì, al punto che questi gli offre come lavoro quello di autista personale, pagandolo profumatamente. Tutto sembra procedere senza problemi, ma l’inevitabile conflitto arriva quando l’ex-militare posa gli occhi sulla moglie di Alì. Tra i due nasce una storia segreta fatta di passione, complicità e sotterfugi.

La fiducia è asse portante dell’intero risvolto narrativo: quella che Thomas conquista nei confronti di Alì, quella che Laura tradisce verso il marito, sia a livello di coppia che a livello economico (intascandosi i soldi dei fornitori), quella stessa fiducia che Alì non ha verso i suoi dipendenti che controlla scrupolosamente.

Un’opera, quella del tedesco Petzold, che procede in maniera lenta e farraginosa verso un finale tutt’altro che sorprendente. Senza infamia, né gloria.

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