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Dinomania in 3D

Cos’altro dire ancora su “Jurassic Park“? Che è stato l’incontrastato blockbuster della mia generazione? Che ha creato una dinomania ancora in voga tra i bambini di tutto il mondo? Il film è ormai entrato di prepotenza nell’immaginario pop mondiale, e in occasione del ventennale dall’uscita si poteva prevedere una conversione in 3D che avrebbe rilanciato il brand in attesa del quarto capitolo della saga atteso per l’anno prossimo. Spielberg è da sempre un grande imprenditore oltre che un grande regista, e questa era un’occasione imperdibile per rimpolpare il suo già consistente conto in banca.

Ma andiamo ad analizzare il valore di questa riconversione (in uscita nei cinema il 12 settembre e presentata in anteprima nazionale al Giffoni Film Festival), che non si limita a gonfiare le immagini con le tre dimensioni ma ricalibra tutto con uno scopo ben preciso. Spielberg non si concentra tanto sugli effetti visivi quanto sulla profondità di campo; il suo obiettivo sembra quello d’illustrare il racconto mettendo ogni personaggio nella giusta proporzione all’interno dell’inquadratura. Guardando il film in quest’ottica, appare più interessante osservare un semplice dialogo in un interno che l’ormai famoso attacco del T-Rex nella giungla di Isla Nublar. Il cineasta americano cerca di non “rubare” mai con l’inganno i soldi ai suoi spettatori, ma al contrario ogni volta prova a mettere un tassello nuovo nell’evoluzione tecnologica del linguaggio cinematografico.

OneLouder

Riproporre “Jurassic Park” ad una nuova generazione di spettatori è un’operazione commerciale che funziona. Perché parliamo di uno di quei film che vanno visti in sala, che sul grande schermo acquista un surplus che non potrà mai avere sul piccolo. L’arrivo dell’elicottero sull’isola commentato dal tema di John Williams o l’ingresso nel Jurassic Park attraverso il gigantesco portone di legno che ricorda “King Kong” mettono ancora i brividi. Andate al cinema e portateci i bambini, se ne avete, quando vi ricapiterà un blockbuster che al suo interno contiene una riflessione sulla clonazione e sul rispetto per la natura?

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