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  • Ken Il Guerriero – La Leggenda Di Raoul

    Diretto da Toshiki Hirano

    Data di uscita: 12-06-2009

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    Loudvision:
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Motel a 7 stelle

Il terzo capitolo (secondo su grande schermo) della saga di Ken il guerriero ripercorre uno dei filoni più appassionanti della prima serie: il grande Re di Hokuto è alla ricerca dell’ultimo generale di Nanto, dovrà affrontare le cinque forze preposte alla sua protezione (vedremo solo Shuren, Fudo e Ryaku, purtroppo Wayne e il grande Juza non hanno trovato posto) e il solenne confronto finale con Kenshiro.

Il Fratello Grande, il dominatore, l’unico uomo con la fronte corrugata verticalmente… il suo fascino è irresistibile e tutti i fan, ammaliati, saranno issati senza discriminazione a cavallo del capiente Re Nero.
Tutti noi, generazione di bamboccioni, abbiamo cantato almeno una volta l’incipit “Mai, mai scorderai…” della storica serie TV di Ken e scimmiottato il rock giapponese della sigla originale.
Rivederlo è come rincontrare una ex-fidanzata delle scuole medie. Lei è un po’ vecchiotta, eppure dice le stesse cose di allora. A distanza di 25 anni è lecito chiedersi come potessero destare tanta ammirazione.
Continuando la discussione però affiorano i ricordi e ci si fa cullare dal dolce calore delle vicende con cui si è cresciuti. Finché non conta più com’è, è lei e non si può che volerle bene.

Chi ha visto il primo lungometraggio conosce già pregi e difetti di questa produzione: i disegni sono favolosi ed il doppiaggio in italiano è all’altezza. Nonostante questo episodio non riveli particolari retroscena come i predecessori, chi lamentava pochi combattimenti e troppa psicologia rimarrà piacevolmente sorpreso. Dal punto di vista realizzativo purtroppo c’è un passo indietro: se già la tecnica di animazione lasciava a desiderare (è rimasta la stessa di allora, pochi fotogrammi e perdita di dettaglio: scordatevi le favolose luci di “Akira” e l’utilizzo del CGI), almeno i pochi scenari in computer graphic erano amalgamati con cura. La leggenda di Raoul arriva a sovrapporre in un’inquadratura fiamme reali al disegno fatto a mano ed il finale 3D sembra renderizzato con un 486.

OneLouder

In nome della sacra scuola di Hokuto si può chiudere un occhio sulle pecche realizzative. È evidente che non sia stato possibile reperire un budget adeguato, il che certo non rende onore ad un manga storico come questo. A malincuore sembra non ci credessero neanche loro.
Ciò che davvero dispiace però è che a causa della grande quantità di vicende che costellano l’epopea di Raoul non sia stato possibile fare una cernita di avvenimenti più rigorosa. Ne risulta una sceneggiatura strappata, troppo incalzante. Mancano le pause. Attesa e fasi di studio sono lo spirito dell’anime stesso. Detto questo il fascino del mito rimane inalterato, dispiace per il potenziale inespresso.

Pro

Contro

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