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  • Kung Fu Panda

    Diretto da John Stevenson, Mark Osborne

    Data di uscita: 29-08-2008

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Bentornati sognatori!

Una volta, nei grandi circuiti di distribuzione, c’erano solo i film d’animazione Disney e qualche coraggiosa comparsa straniera qua e là. Poi venne l’epoca della grafica 3d e a questa fonte di grandi numeri al botteghino vennero ad abbeverarsi in molti, specie perché il nuovo linguaggio permise più facilmente di unire al tradizionale pubblico infantile anche tutto un altro target ben più smaliziato. E la somma – come ci hanno spiegato sui banchi di scuola – fa il totale. Ma si sa pure – e qui è Vico, invece, che insegna – che i corsi della storia si ripetono, e il ritorno a un film più squisitamente fiabesco, com’è stato l’egregio “Ratatouille”, ha ultimamente raccolto i propri frutti (dorati, ovviamente).

E così anche la Dreamworks ci riprova, sfornando il gradevolissimo “Kung Fu Panda”, storia di un grande panda dalle grasse potenzialità. Figlio (inspiegabilmente!) di un pennuto gestore di un ristorante di noodles, è destinato fin dalla nascita a proseguire il lavoro paterno. “Il brodo ci scorre nelle vene”: così gli dice il padre. Ma Po – questo il nome del grosso mammifero bianco e nero – ha ben altro in mente. È l’antica arte del kung fu a delineare i contorni dei suoi sogni, magnificamente resi attraverso una breve sequenza realizzata con la tradizionale animazione bidimensionale. L’occasione di avverarli gli viene offerta un po’ dal caso un po’ dalla sua perseveranza, dal momento che viene scelto dal grande maestro tartaruga come guerriero Dragone, in barba all’eccelsa preparazione degli altri candidati, i cosiddetti Cinque Cicloni: Tigre, Gru, Mantide, Vipera e Scimmia. Sarà lui, insomma, a trovare la forza e il coraggio per affrontare a viso (e addome) aperto il temibilissimo Tai Lung, feroce e rapido felino da combattimento.

Un plot semplice quanto efficace e un gruzzolo di battute, forse non memorabili ma certamente mai volgari o maliziose, ne fanno un prodotto finalmente rivolto a chi desidera dal cinema d’animazione – o è meglio dire dal cinema in generale? – un po’ di sincera tenerezza. Una grafica estremamente accesa, che strizza l’occhio all’Oriente più leggendario e variopinto, fa il resto.

Ideale per il ritorno dalle vacanze. Un sorriso e un pizzico di sogno, prima di reimmergersi nel via vai quotidiano, sono proprio quello che ci vuole.

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