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  • Kyashan – La Rinascita

    Diretto da Kazuaki Kiriya

    Data di uscita: 14-07-2006

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Kyashan (ri)prende vita

Mentre il post-umano diventa la chiave di volta per comprendere la nostra contemporaneità e arriva anche nelle aule universitarie e nei saggi delle massime autorità della filosofia del terzo millennio, ecco che Kyashan, il ragazzo androide protagonista dell’anime creato nel 1973 dallo studio di animazione Tatsunoko ritorna alla luce con un live action. Una versione cinematografica con attori in carne e ossa, insomma.
La storia – e qui ci riferiamo alla pellicola del 2004 – è semplice quanto inquietante. Nella potente Federazione degli Stati Orientali, il professor Azuma inventa la Neo-Cellula, una cellula in grado di riprodursi autonomamente e di ricreare organi interi. Una scoperta importantissima per la sanità, non fosse che, come sempre quando si gioca un po’ troppo con la scienza, il progetto sfugge al controllo. Ecco che allora vengono creati i Neoroidi, esseri umani alternativi che si pongono in aperta e totale opposizione al genere umano.

Molto suggestivo dal punto di vista estetico – e oggi ancora di più grazie all’edizione home video in alta qualità targata Dolmen – “Kyashan – La Rinascita” non può che far sentire a casa propria i videogiocatori di Rpg di tutto il mondo. Le atmosfere sono le stesse, così come il ritmo, che alterna sequenze lente e romantiche a battaglie all’ultimo montaggio, con una fortissima, ma azzeccata, dose di banalità e luoghi comuni.
Eppure, i temi messi sul piatto sono talmente importanti e attuali – numerosissimi i riferimenti alle biotecnologie, ma anche alle guerre di religione – che “Kyashan” si lascia, allo stesso tempo, prendere molto sul serio. I personaggi hanno inoltre spessore sufficiente a non renderli semplici tipi, e il sentimento – dietro tutti quei colori e quelle inquadrature spesso smaccatamente bizzarre – è sempre pronto a prendere la scena e a dar senso alle vicende.
Le sbavature possono sembrare poche, o molte. Dipende tutto dalla prospettiva con cui lo si guarda. Come live action, però, non lo si può che definire decisamente riuscito.

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