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Adolescenti atomici

Due ragazzi — Victor e Rainer — in una discoteca di Parigi, poi in una zuffa per strada, quindi in stazione e infine in un bosco. Un film puerile che vorrebbe indagare nell’anima dei due ragazzi, ma che li rende due macchiette spesso incomprensibili e sicuramente non oggetto di immedesimazione da parte dello spettatore. Positiva, però, l’atmosfera, sospesa e onirica, quasi che tutto ciò cui stiamo assistendo non esistesse. Piacevole poi l’ironia tagliente di Rainer, che sa dare la giusta distanza tra il narrato ed il visto.

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Il film — visto al Milano Film Festival — è pretenzioso e molto lento. Rainer recita poesie come fossero dialoghi, i due si fissano lungamente, il personaggio di Victor (che sembra Louis Garrel) è semplicemente insopportabile, lamentoso e incomprensibile e la giovinezza è un passare atomico dall’infinita depressione alla massima euforia. Il film si salva per la lievità e la dolcezza di Rainer, che ama Victor, che però è eterosessuale (ma che si fa amare volentieri da lui, fingendo di non aver capito)

Pro

Contro

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