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Tre corti sul problema dell’amianto

Presentato a Milano nell’ambito della rassegna Filmaker, “L’Alveare” è un film composto da tre cortometraggi (di dieci minuti l’uno) ambientati nelle White House di Rogoredo, note per l’amianto presente nelle infrastrutture che ha causato dal 1982 a oggi un alto numero di morti e di malati, senza che il comune milanese sia ancora intervenuto attivamente per bonificare l’area.

Tekla Taidelli, la regista, come annuncia prima della proiezione, non ha voluto fare un film melodrammatico che portasse alla lacrima facile, ma ha invece cercato di sdrammatizzare quelle orribili situazioni puntando sul registro della commedia.
Seppur partendo da uno spunto di cui diventa sempre più necessario parlare, al film avrebbe forse fatto bene uno sguardo maggiormente documentaristico e meno “fittizio”. In particolare in due dei tre cortometraggi.

Il primo episodio si intitola “Il Carico” e racconta di tre giovani criminali che aspettano un carico di cocaina. Le immagini vengono accompagnate (come anche nei successivi) dalla musica rap, che è forse la vera protagonista di tutto il progetto.
Il secondo episodio è quello più riuscito: un piccolo gioiellino di comicità (sempre all’interno di situazioni estremamente drammatiche) e di ottima regia fatta con pochi mezzi. Il titolo è “S-Catering” e inizia nella cucina di un ristorante dove i cuochi preparano, con particolari aggiunte, una cena per molte persone. Tra gli attori, anche il simpatico Ugo Conti.
Nel terzo episodio, “Nonna Maria”, si riscontrano alcuni problemi narrativi che lo fanno diventare il corto meno efficace del gruppo. Un uomo e suo figlio coltivano Marijuana e col ricavato cercano di pagare le cure mediche della nonna malata.

Nel complesso “L’Alveare” resta un film interessante che racconta un problema che molte persone (anche milanesi) non conoscono e che, anche se durante la visione si ha la sensazione che si potesse essere ancora più “duri”, è da augurarsi che possa raggiungere un’ampia porzione di spettatori.

OneLouder

Un film sulle White House: non quelle di Washington, ma quelle di Rogoredo, dove il presidente è l’amianto.
Poco amalgamato nella divisione in tre corti e a tratti un po’ trattenuto, “L’Alveare” farà comunque riflettere chi lo vedrà. Questo è il suo fine più importante.

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Contro

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