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L’amore fugge, riuscirai a stargli dietro?

Un film sperimentale che ha come flashback la vera storia del personaggio, già filmata.
È ancora Antoine Doinel il protagonista. Stavolta lavora come correttore di bozze in una casa editrice. Sta per divorziare da Christine, ed è innamorato di Sabine, commessa in un negozio di dischi. Il giorno dell’udienza per il divorzio compare uno di quegli incontri/intrecci alla Doinel: incontra Colette (conosciuta ne “L’Amore A Vent’Anni”) divenuta ora avvocato e che ha una relazione col fratello di Sabine. Quest’ultima, stanca delle continue assenze di Antoine, decide di lasciarlo. Saranno Christine e Colette a cercare di farlo ritornare con Sabine.
Un romanzo perfettamente riuscito in un’opera che si pone come sperimentale e compiuta al tempo stesso. Jean-Pierre Léaud, ancora una volta, dimostra essere esattamente ciò che la mente – e la cinepresa – di Truffaut desidera. L’ultimo atto delle avventure di Antoine conclude un ciclo tanto autobiografico quanto universale. Antoine è François, ma è tanti altri uomini; e spesso è anche tante donne.
La colonna sonora funge da collante per i ricordi.
L’amore fugge, bisogna inseguirlo. Ce lo dice il film, anche senza conoscere il titolo.

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