Home > Recensioni > L’Amore Secondo Dan
  • L’Amore Secondo Dan

    Diretto da Peter Hedges

    Data di uscita: 28-03-2008

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:

La giusta dose di kitsch e semplicità

C’è chi dà consigli su come agghindarsi per un appuntamento importante, chi invece sa tutto, ma proprio tutto, sul sesso. E, dall’altra parte, lettori affezionati che pendono dalle loro labbra. Il mestiere dell’opinionista ha un certo grado di responsabilità. Dan lo sa bene, e suo è proprio uno dei territori più complicati e minati da attraversare, sempre col rischio di saltare in aria: l’amore.
Peccato che dallo sciorinare efficaci consigli – tutti intrisi di buoni propositi e moralità – al metterli in pratica nelle situazioni più critiche la strada sia davvero lunga!
Dan, cui dà corpo e voce il talentuoso comico Steve Carell, è un vedovo con tre figlie femmine alle quali dedica l’intera esistenza. Fin qui tutto tranquillo, anche se è chiaro fin dall’inizio che dietro quest’apparente calma ci sia un uomo sul punto di esplodere. La scintilla prende qui le sembianze della fantastica Juliette Binoche, ora nei panni della sensuale, colta e dolcemente affascinante Marie. L’incontro è dei più casuali, all’interno di una libreria, tanto casuale che la coincidenza vuole che Marie sia anche la nuova fidanzata del fratello di Dan, Mitch, interpretato da Dane Cook.
In soldoni, “L’Amore Secondo Dan” è una classica commedia americana, un film sui sentimenti e sulla famiglia. È però anche qualcosa di più. La sensibilità di Peter Hedges, già regista di “Pieces Of April”, riesce infatti a far dialogare tragedia e comicità, e soprattutto a rendere i personaggi davvero a tutto tondo: essi esprimono sì un “carattere” ben delineato ma non per questo ne vengono ingabbiati.
A far da teatro a tutto ciò una casa in vecchio stile con tanto di prato verde dove giocare a rugby, fare aerobica o, più semplicemente, vivere in relazione con l’altro e con l’ambiente.
È un film semplice, questo di Hedges, a tratti anche un po’ kitsch. Ma è giusto che sia così. E grazie ad ingredienti ben dosati, il risultato, usciti dal buio della sala, è un sorriso sincero.

Scroll To Top