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L’arte è nelle mani di chi la fa

“L’artista”, ambientato in una non meglio precisata città sudamericana, rimedia al budget evidentemente non stratosferico ricorrendo a una buona dose di ironia, una poetica delicata e inquadrature bizzarre almeno quanto i due protagonisti: Jorge, un giovane infermiere disadattato e Romano, il suo protetto, un anziano che esprime se stesso solo attraverso i suoi disegni.

La vicenda di Jorge, che spaccia per suoi i lavori di Romano venendo presto osannato come un grande pittore, viene seguita da lontano, attraverso porte e cortili usati come cornici naturali, o da molto vicino soffermandosi sugli occhi tristi del giovane e le guizzanti mani del vecchio. Particolarmente esilaranti le soggettive dei quadri, usate per spiare i critici d’arte mentre discutono tra loro.

La storia si trascina lenta, assecondando i ritmi di vita del duo e i problemi sociali di Jorge, la cui solitudine sembra crescere assieme al successo e la cui palese inadeguatezza finisce per essere scambiata per un ulteriore segno di genialità.

Dopo aver tentato inutilmente di autodenunciarsi, l’uomo accetterà la situazione cercando di giustificarla con la teoria di Duchamp – continuamente ripetuta – secondo cui l’arte è negli occhi di chi la guarda. Mentre in cuor suo sa benissimo che in realtà è seduta su una sedia a rotelle in soggiorno.

OneLouder

È un film lento, malinconico e il cui tema centrale è il rapporto tra opera, artista e critica d’arte.
Se partendo da queste premesse non esaltanti, una pellicola riesce ad essere piacevole e a tratti persino divertente, vuol dire che è un gran bel film.

Pro

Contro

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