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Le colpe di un passato indelebile

All’insegna del dramma familiare, “The Limey” (“L’Inglese”) è il racconto di Wilson (Terence Stamp) che, appena uscito di prigione, riceve dall’ America una lettera con allegato un articolo di giornale. Da quell’articolo apprende della morte di sua figlia Jenny (Melissa George) in un presunto incidente stradale. Sconvolto e incredulo, decide dalla natia Inghilterra di partire alla volta di Los Angeles alla ricerca della verità. In questo viaggio caratterizzato da incontri pericolosi e ambienti degradati, Wilson potrà tuttavia contare sull’appoggio di Eduardo (Luis Guzman), mittente della lettera, ed Elaine (Lesley Ann Warren), entrambi amici della defunta.
Ricostruendo gli ultimi eventi della vita di Jenny, spunterà ben presto il nome di Terry Valentine (Peter Fonda), ricco e malavitoso discografico con cui aveva una relazione. Da quel momento in avanti la missione di Wilson apparirà forte e chiara.
Il film vanta scorre bene, grazie soprattutto all’ottimo rapporto tra lunghezza (89 minuti) e corso della narrazione. Dal punto di vista tecnico desta interesse la scelta di frammentare alcune scene, in un montaggio fatto di piccoli flash forward, anticipando così le intenzioni dei personaggi e aiutandone la valutazione e la comprensione. Ancora una volta Soderbergh esplora i meandri dei legami interpersonali, e stavolta lo fa raccontando le vicissitudini di un padre segnato dalle colpe di un passato indelebile.

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