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La materia di cui sono fatti i sogni

In un’intervista Peter Greenaway ha in passato dichiarato che la sua più grande ambizione sarebbe stata quella di creare un film che potesse essere visto un numero infinito di volte.
Un’idea questa che attraversa trasversalmente tutta l’opera di Greenaway, con il suo maniacale enciclopedismo e la sua ossessione per i numeri, o meglio per un’enumerazione potenzialmente sì infinita, ma quasi sempre risolta da un evento tragico, più spesso violento.

Nella sua opera forse più completa, Greenaway porta all’estremo la vocazione latente del cinema di riassumere in sé tutte le arti: in una struttura complessa e virtuosisticamente barocca, che si avvale della tecnologia digitale, lo schermo si popola di danza, teatro, musica, calligrafia, pittura, canto, animazione, scienza, medicina… in un crescendo che innegabilmente potrà spiazzare chi non sia disposto ad abbandonarsi al mondo meraviglioso creato dal regista a partire da “La Tempesta” di William Shakespeare (al cui testo resta abbastanza fedele, pur riducendolo sostanzialmente).

Interpretato da uno straordinario John Gielgud, Prospero è l’unico personaggio parlante del film, e tramite la sua voce evoca e dà vita a tutti i personaggi: solo con la figlia su un’isola deserta, lo spodestato duca di Milano, mediante le sue arti magiche, scatena una tempesta contro il fratello traditore. Ma tutto il suo potere e il suo sapere (scandito mediante 24 libri della sua biblioteca) si piegano infine al più umano perdono.

Da segnalare la presenza del ballerino Michael Clark, che ha curato le coreografie e interpretato il mostro Calibano, della cantante Ute Lemper, e l’impeccabile colonna sonora di Michael Nyman.

L’edizione in DVD, per quanto davvero attesa, lascia decisamente un po’ delusi: i contenuti extra sono pressoché nulli, ma soprattutto l’audio offre solo la versione italiana, privandoci dell’ottima interpretazione di Gielgud nella lingua di Shakespeare.

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