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  • L’Ultimo Crodino

    Diretto da Umberto Spinazzola

    Data di uscita: 20-03-2009

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Bentornata, commedia all’italiana!

A volte un fatto di cronaca è più originale di mille sceneggiature, e se capita la fortuna di poterlo raccontare, bisogna farlo con semplicità e leggerezza, senza aggiungere nulla a quanto è già stato fatto o detto. Lo sa bene Umberto Spinazzola che nel film “L’ultimo Crodino” ha saputo rappresentare fedelmente, con una regia lineare e uno stile sobrio e diretto, la vera storia di una clamorosa quanto bizzarra impresa criminale, che interessò al tempo organi di stampa e opinione pubblica.

Siamo nella tranquilla e isolata Val di Susa, in un paesino di gente povera e onesta. Due amici, con l’ambizione comune di riscattare le loro vite e un forte spirito di rivalsa, tentano il tutto per tutto con un rapimento decisamente stravagante: il grossolano furto della bara di Enrico Cuccia.
Ma Pes e Crodino – questi i loro nomi – non hanno proprio la vocazione per il crimine… Spassosi e commoventi nella loro ingenuità, ne combinano una dietro l’altra: trasportano la bara in una jeep troppo piccola per contenerla, preparano una lettera di riscatto senza badare alle impronte digitali, cercano l’indirizzo della famiglia Cuccia sulle pagine gialle, sbagliando anche persona!

Dopo le imprese di Totò e Peppino, fuorilegge dilettanti, e la famosa banda del buco di monicelliana memoria, ritorna qui un esilarante duo di criminali improvvisati affetti dalla sindrome di Paperino, e proprio per questo tanto adorabili. L’immedesimazione è ovvia e inevitabile ed eccoci a mettere da parte il giusto e lo sbagliato e a fare il tifo per loro. L’abile interpretazione degli affiatati Ricky Tognazzi ed Enzo Iacchetti fa il resto.

Il film, per quanto di ambizioni modeste, rivendica il ritorno, o meglio il risveglio, della tanto amata Commedia Italiana: la più vera, genuina, fatta di gag intelligenti, dialoghi pungenti, interpreti straordinari, ma anche improntata sulla critica sociale, e non priva di quella amarezza propria di chi conosce bene le miserie e le contraddizioni dell’esistenza, e si rassegna all’inevitabile.

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