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  • L’Ultimo Terrestre

    Diretto da Gianni Pacinotti

    Data di uscita: 09-09-2011

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Essere alieno

È l’ultima settimana prima dell’arrivo di una civilta? extraterrestre sulla Terra. Un arrivo annunciato dai governi, una notizia da seconda serata che non ha entusiasmato nessuno.
Gli extraterrestri arrivano in un paese stanco e disilluso, in una crisi economica conclamata e gravissima. La gente risponde alla venuta degli extraterrestri con una reazione razzista “adesso ci ruberanno il lavoro, come hanno fatto i cinesi prima di loro!” o con interpretazioni mistico religiose tra le piu? strampalate.

Il racconto segue la vita di Luca Bertacci, un uomo con enormi problemi di relazione, un uomo che, abbandonato dalla madre quando era piccolo, è cresciuto nell’odio per le donne. Nella diffidenza e soprattutto nell’incapacità di provare sentimenti. Questa chiusura emotiva ne ha fatto un emarginato senza passioni e senza sogni. Luca spende la sua vita tra il lavoro, barista in una sala bingo, i rari pranzi con il padre che ogni volta rinnova il suo dolore per l’abbandono della madre “quella femmina maledetta…”, e un’attrazione segreta e inconfessabile per la sua vicina di casa. Un sentimento che Luca non può e non vuole permettersi e che cerca di reprimere in ogni modo.

L’arrivo degli extraterrestri cambierà tutto e assumerà sempre di più le caratteristiche di una vera e propria “rivelazione”.

OneLouder

Gipi ha il merito di teletrasportare lo spettatore in quel microcosmo che è la provincia italiana. Un Paese fatto di machochisti, furbetti, playboy squallidi, truffatori che non ha più lo slancio per tirarsi fuori da queste paludi sociali. Nulla scuote più il grande sonno nazionale, nemmeno la venuta degli alieni.

Il film (in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia) soffre soprattutto l’alternarsi di sequenze divertenti o grottesche con situazioni durante le quali tutto diventa rarefatto o artificioso.
La scelta di alcune scene non convince, come ad esempio la sequenza del bosco, il ritono di Luca a casa quando trova l’auto di Walter oppure la confessione del padre.

Eppure, con tutte le sue imperfezioni, il film di Gipi ha grandi meriti: il coraggio di alcune scelte produttive (soggetto, cast, location) e la forza del registro, la commedia che storicamente nel nostro cinema ha sempre avuto l’ambizione di esprimere un punto di vista non banale sul Paese. 6 e mezzo. Convinto.

Pro

Contro

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