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Impressionante ritorno dell’inossidabile supereroe

Dopo la rivitalizzazione di Batman, Warner Bros ha deciso di investire una cospicua fetta delle proprie risorse per cavalcare l’onda dei cinecomics, tentando di rllanciare l’altro superoe storico della DC già approdato al cinema, Superman.

Per non rischiare a vuoto l’ingente investimento, si sono coinvolti direttamente gli artefici del primo miracolo, utilizzando una sceneggiatura “rifondativa” firmata da David S. Goyer e Christopher Nolan, già autori della trilogia del Cavaliere Oscuro.

La regia è affidata a Zack Snyder, scelto per lo stile visionario e graffiante, adatto a una versione più cupa e scientifica della storia di Clark Kent, qui interpretato dall’inglese Henry Cavill. Al suo fianco, un cast stellare (Amy Adams, Lawrence Fishburne, Russel Crowe, Diane Lane) che fa funzionare a livello emotivo un film tanto muscolare.

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“Man of Steel” forse scontenterà buona parte del pubblico, perché deciso e radicale nelle sue scelte.

Soffre di una lentezza esasperante e di una sceneggiatura che con qualche mirabile furbata scarica i problemi al sequel, concentrandosi troppo sul versante scientifico e trascurando i dialoghi.

Zack Snyder invece è il vero fautore del primo film erede dell’organizzazione visiva e spazio-temporale delle tavole a fumetti, coniugando imponenti scene d’azione a risvolti visionari e talvolta angoscianti.

L’eroicità inversa del generale Zod impone Michael Shannon su tutti.


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