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Cosa unisce e cosa divide i popoli

C’è un’ironia commovente a far da sottofondo a “La Banda”, opera prima del regista israeliano Eran Korilin. È ironico infatti pensare a come un errore di comunicazione – il nome di una città pronunciato male a un banco informazioni – conduca la banda musicale della Polizia di Alessandria d’Egitto, invitata in Israele a tenere un concerto, ad avvicinarsi alla cultura ebrea attraverso il dialogo e la conoscenza degli abitanti di uno sperduto paesino di provincia.

Un vecchio taciturno, un giovane sciupafemmine, un capitano dall’aria malinconica: sono solo alcuni dei musicisti egiziani che compongono la banda. Ognuno di loro ha una storia alla spalle, detta e non detta. Così come profondi, ma appena accennati, sono i percorsi di vita degli israeliani con cui gli egiziani condividono una lunghissima notte in attesa dell’autobus che li accompagni verso la città sede del concerto, loro reale destinazione.
La forza, davvero sottile, della pellicola sta solo in questo. A fronte di opere impegnate, più o meno apertamente, sul fronte politico, “La Banda” si concentra esclusivamente su storie di tutti i giorni, affidandosi a personaggi difficili da dimenticare. Ognuno ha da imparare qualcosa dall’altro. Ma soprattutto – sembra dirci Korilin – è proprio attraverso il dialogo tra estranei che sentimenti ed energie sopiti riescono ad emergere. Così lo sciupafemmine insegna a un goffo giovane del posto a corteggiare una ragazza, e l’anziano capitano prossimo alla pensione si ritrova ad ammettere, davanti a una procace donna d’affari, errori che hanno segnato la sua vita.

Romantico e delicato, il film di Korilin si presenta così anche a livello visivo, con colori tenui che rispecchiano un po’ le tinte dei paesaggi mediorientali e un montaggio che lascia da parte ogni frenesia. E poi c’è la musica, ovviamente: sia il sottofondo al pianoforte, sia i brani eseguiti direttamente dai protagonisti. Tutto funziona senza intoppi nei quasi 90 minuti di pellicola: un tempo perfetto per imparare ad emozionarsi e a scoprire che se c’è qualcosa che divide i popoli, quella è solamente la politica.

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