Home > Recensioni > La Classe – Entre Les Murs
  • La Classe – Entre Les Murs

    Diretto da Laurent Cantet

    Data di uscita: 10-10-2008

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:

La Francia sui banchi di scuola

“La Classe”, trionfatore all’ultimo Festival di Cannes, è un film che ti catapulta indietro nei ricordi. E non solo perché ambientato nel mondo scolastico. L’opera di Laurent Cantet mostra infatti una fusione tra realtà e finzione davvero particolare, che rende la narrazione – nonostante una certa lentezza e le due ore piene di durata – estremamente coinvolgente.

I protagonisti sono venticinque ragazzi e un manipolo di insegnanti. L’ambientazione è ristretta a un liceo parigino del ventesimo arrondissment, una scuola vera, in cui sono stati coinvolti ragazzi – ancora una volta – veri. Anche l’attore protagonista, lo stesso professore François Bégaudeau autore del libro “Entre Les Murs”, da cui il film è tratto, interpreta una sorta di suo alter ego. Molto insomma si è giocato per rendere la storia di questi adolescenti francesi davvero credibile. E il risultato è la ricreazione di sorta di microcosmo della società francese contemporanea, caratterizzata in primo luogo da una forte componente multietnica.

Da una parte, dunque, ci sono gli studenti: dal più problematico, il violento Souleymane, al riservato e intelligente Wei. Dall’altra i professori, a volte combattivi, ma molto più spesso scoraggiati. E anche tra loro non mancano le divergenze, specie in materia di metodi educativi, con un François propenso a una logica della comprensione e la maggior parte dei colleghi più convinti della validità delle punizioni.

Nessuno esce indenne dalla macchina da presa di Cantet. Certo, l’ago della bilancia pende sempre un po’ dalla parte di François ma non per questo il giudizio risulta netto. “La Classe” pone lo spettatore di fronte a una realtà che gli è necessariamente propria, sottolineando sempre e comunque l’importanza dei ruoli all’interno delle relazioni sociali e i rischi che si corrono quando appena si scivola fuori dai binari. Poi, con qualche immagine rapida e commovente, Cantet ci mostra la classe vuota, dopo la campanella dell’ultimo giorno di scuola. Un anno si conclude, i problemi – così come le gioie – proseguono.

Scroll To Top