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Qual è la cosa giusta?

Eugenio Fusco (Paolo Briguglia) è un poliziotto giovane e promettente: un matrimonio in programma, una laurea in vista, studia l’arabo per capire la cultura di chi lo parla. Viene incaricato di pedinare Khalid, immigrato tunisino appena uscito dal carcere e sospettato di terrorismo. Ad affiancarlo c’è Duccio Monti (Ennio Fantastichini), poliziotto esperto e disilluso: un matrimonio alle spalle ed un passato fumoso, riconosce in Eugenio l’ingenuità e lo slancio che ha perso.

Il pedinamento è difficile, Khalid si dimostra più abitudinario e furbo del previsto: Duccio ed Eugenio si trovano davanti ad un muro di difficoltà pratiche ed ideologiche. Chi è in realtà Khalid? È davvero un terrorista? S’innesca un vortice di domande e di riflessioni che vanno ben oltre le comuni definizioni di colpevole e innocente. I due poliziotti scoprono una persona, una vita come tante, che deve lottare ogni giorno per vedere riconosciuti i propri diritti. Ma la situazione si evolve, varia con il cambiare dei punti di vista: i buoni diventano cattivi e gli ingiusti giusti. È un guazzabuglio di etica e pratica, uno scontro fra verità.

OneLouder

Un film che tenta di superare la cinematografica distinzione tra giusto e sbagliato per rappresentare la realtà: un caotico miscuglio di relativismo e incertezza; che tenta di eliminare la contrapposizione tra “noi” e “gli altri”, anteponendo la persona alla provenienza. Un film che non chiarisce, che non insegna, che non dice qual è la cosa giusta, un film che vuole leggere la realtà, non risolverla. Nobili i presupposti, un po’ meno la riuscita: il film a tratti arranca, nonostante la bravura dei protagonisti, rischiando di cadere nel burrone dei luoghi comuni.

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