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L’incubo oltre lo specchio

Il professore di criminologia Richard Wanley è affascinato da un ritratto di donna esposto nella vetrina di una galleria. Tornando a casa dal club dove discorre con gli amici sull’opportunità o meno di concedersi amori occasionali, Richard incontra la donna del quadro in carne ed ossa e trascorre la serata con lei. Nell’appartamento della donna viene assalito da un suo amante e per difendersi lo uccide. L’indomani apprende la notizia della scomparsa di un noto finanziere, Mazard, per cui la polizia ha già iniziato le ricerche. Nel frattempo un giovane che pedinava Mazard ricatta il professore e la donna, minacciandoli di denunciare il delitto.

Maestro di geometrie narrative inesorabili, Fritz Lang realizza un noir simbolico e beffardo. Il tema principale è quello della colpa e della linea sottile che separa il bene dal male, per cui chiunque può macchiarsi di un delitto. L’impulso al male è presente in ogni individuo, tanto che Richard di fronte al cadavere di Mazard ammette di non sentire alcuna pietà, dopotutto la vittima aveva cercato di strangolarlo. Se “i guai nascono da inclinazioni naturali sconosciute a noi stessi” come dice uno dei personaggi, nell’inconscio di Richard si agita il desiderio di uscire dal torpore della vita quotidiana. Questo desiderio lo porta per strada di notte e si incarna nella donna dei suoi sogni: mentre osserva estasiato il dipinto in vetrina, una donna di identiche sembianze appare riflessa accanto al ritratto. Guardando attraverso lo specchio, il sogno prende corpo. Ma si tratta di un incubo.

Con l’abito scuro sfavillante di lustrini, il lungo bocchino e il cappello piumato, Joan Bennett è una dark lady calda e disponibile che accompagna il professore in una discesa agli inferi. È chiaramente una prostituta ma l’ironico nome che Lang sceglie per lei è Alice. Rappresentazione della morte, la dark lady scaturisce dalle tenebre ed è il desiderio inconscio di Richard a generarla. Il protagonista non riuscirà ad averla né a toccarla, ed anche se dopo il delitto la donna si dimostra leale e comprensiva, il meccanismo della colpa si è messo in moto e Richard, pedinato dalla polizia, dagli amici e dal losco ricattatore, sente di non avere scampo.

Nel finale, perfettamente in linea con l’ironia glaciale di Lang, il tema onirico tipico del noir è articolato in modo esplicito e svela le contraddizioni dei codici di censura secondo cui l’assassino deve essere necessariamente punito con la morte. A meno che tutta la vicenda non sia stata soltanto un sogno. Ma questo non cambia la visione pessimistica di Lang, perché impulsi e desideri restano reali e possono venire a galla in qualsiasi momento.

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