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Ottimo esordio per Capotondi

Per il suo debutto sul grande schermo, il quarantunenne Giuseppe Capotondi, già affermato regista di spot e videoclip, si affida a tre giovani sceneggiatori e ad una storia semplice ma narrata in maniera anomala, tanto da isolarla da una tendenza italiana diffusa quanto lisa nei temi, negli ambienti, negli stili.

Il rapporto tra Guido e Sonia nasce tra i tavolini di uno speed date ma rivela presto i tratti di una storia d’amore appassionata. Un’improvvisa tragedia getta però Sonia in un’odissea surreale che minerà le sue certezze e anche quelle del pubblico.

“La Doppia Ora” esplora vari terreni di genere: dal giallo al noir, allo psicodramma, al mistery, mantenendo e modulando in sottofondo una love story credibile e coinvolgente. In alcuni momenti di montaggio e nella scelte di certe inquadrature di dettagli corporali, del viso, ambientali, si vede il professionista del videoclip. Un bene, senza dubbio, pur tuttavia la pellicola non è esente da un sensibile quanto inopportuno calo di tensione nell’ultimo terzo, attivato, neanche a dirlo, dallo scioglimento di un fondamentale nodo narrativo.

Ottima la Rappoport, a cui è andata una meritata coppa Volpi a Venezia e molto bravo anche Timi, vincitore del Premio Pasinetti.

OneLouder

Sebbene Medusa abbia ridimensionato la promessa di una distribuzione in 400 copie, scendendo a 250, fa piacere vedere che un film “nuovo”, che gioca con i generi indossandone più d’uno senza vergogna, che ingaggia attori nuovi, seppur bravissimi, che osa uscire dalle mura di un cinema spesso asfittico, sia anche ben voluto dalla produzione che conta. Noi azzardiamo che ci voleva e che il pubblico saprà apprezzare.

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Contro

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