Home > Recensioni > La Guerra Dei Mondi
  • La Guerra Dei Mondi

    Diretto da Steven Spielberg

    Data di uscita: 29-06-2005

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:

Buona la seconda

È uno Spielberg post 9/11 quello che porta sullo schermo le geniali e terrificanti fantasie radiofoniche di Orson Welles (1938) attinte dalla visionaria sci-fi di H.G. Wells (1898). È uno Spielberg i cui marziani si nutrono della nostra purpurea linfa vitale, piuttosto che di musica per palati fini o telefonate interplanetarie. È uno Spielberg per cui la famigliola americana politicamente corretta è piuttosto nelle mani di un padre (Tom Cruise) che solo eventi extra-odinari porteranno a (ri)conquistare il dovuto ruolo agli occhi di un figlio vittima del podcasting (Justin Chatwin) e una piccola nevrotica (Dakota Fanning) che inizialmente è perfino in grado di invertire con lui i ruoli, rendendolo un anti-eroe che da Cruise non ci saremmo aspettati.

L’interpretazione avventurosa di Spielberg è decisamente atipica, non ci sono eroi che fanno sfoggio di illustri qualità fisiche, mentali o morali, soltanto una lunga fuga alla puerile ricerca di chi si è sempre dimostrato (socialmente o anche umanamente?) migliore di noi e saprà quantomeno consolarci, se non salvarci da una situazione in cui ogni tentativo di lotta è folle o addirittura da reprimere, per evitare conseguenze ancora peggiori. Non ci sono speranze, la distruzione è incontrollata, a tratti ingiustificata, e l’uomo perde perfino le caratteristiche che lo distinguono dagli zombie di romeriana caratterizzazione, o rivive in modo ancora più drammatico le titaniche scelte che seminano vita e morte tra gli uguali senza giustificato motivo. Peccato che questa volta, le forze in azione siano ancora più inarrestabili di quelle terrestri e la salvezza non è affatto dove si potrebbe pensare di trovarla.

In questo contesto, Spielberg si scosta ancora dai cliché hollywoodiani di data più recente, accompagnando un tratto visivo vagamente retrò alla mancanza dei checkpoint di ogni disaster movie che ambisca a chiamarsi tale, ossia i classici punti di riferimento turistico presi come oggetto della distruzione su vasta scala, le allarmanti diffusioni giornalistiche che accompagnano lo sviluppo della vicenda, gli indaffarati team di cervelloni al lavoro per scovare il segreto degli invasori e, infine, gli immancabili interventi da parte delle onorevoli personalità politiche alla guida dei paesi massacrati. In questo senso “La Guerra Dei Mondi” lavora di cesoia persino sull’incarnazione del 1953 di Byron Haskin.

La pellicola è quindi scarna ed essenziale, addirittura brutale, per chi sogna ancora di infiltrarsi con il proprio jet personale nel cuore dell’astronave madre aliena, e proprio per questo rende più realisticamente che mai l’effetto della distruttiva diffusione aliena sul nostro amato suolo, pur con l’incolmabile ostacolo di creature extraterresti le cui icone sono ormai davvero troppo lontane da quanto i moderni fx mettono a disposizione dei cineasti più fortunati. Peccato che Spielberg non riesca a resistere alla tentazione di farceli ammirare anche nella loro più nuda incarnazione, inciampando in una seconda parte “Signs” meets “Jurassik Park” in cui non si provano né la tensione del primo né la meraviglia di fronte alle evoluzioni del secondo. Da qui in poi lo script si indebolisce e sfuma decisamente verso una conclusione che potrebbe suscitare malcontento e soffre senz’altro di una certa inadeguatezza, ma che forse evita guai peggiori.

Scroll To Top