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L’amore, la mia droga

Perdersi per ritrovarsi. Sembra questo il senso della storia.
Louis Mahé ha ricevuto lettere e fotografie da Julie Russel, ha ricevuto bugie. Julie è Marion e Marion è un’assassina, una ladra. Una di quelle donne che non potresti non amare se non fosse altro che per la sua bellezza, per il mistero celato nei suoi occhi, per l’eleganza della vecchia Europa calata in quel corpo mozzafiato.
E fino a che punto si giunge per amore? Davvero il nobile sentimento non basta? Davvero ci si può anche macchiare di un omicidio per una donna? Cosa pretende un amore? Quanto chiede davvero di te un sentimento?
Se la posta in gioco fosse troppo alta, la ragione direbbe di lasciar campo libero alla fuga. Peccato che quell’amore folle, la ragione te la fa perdere, e ti trapianta sulla nuvola dell’illogico.
Scendi!, prima che sia troppo tardi.
Oppure restaci, che bisogna far di tutto per non perdere quella donna.
Luis ci resta e la fuga, non dall’illogico, ma dalla polizia, diventa inevitabile. Prima Lione, poi una baita di montagna. Qui Marion cerca di avvelenarlo e Luis chiede davvero di finirlo. Ma è qui che la sua droga si accorge di quell’amore che tanto l’ha macchiato, che gli ha fatto percorrere chilometri e chilometri in fuga da una giustizia che poco avrebbe capito di un delitto per amore.
Perdersi per ritrovarsi.

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