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La sfida di Gröning a Venezia 70

Una famiglia. Padre (David Zimmerschied), madre (Alexandra Finder) e la piccola Clara (interpretata dalle gemelle Pia e Chiara Kleemann). Li osserviamo da vicinissimo, respiriamo insieme a loro. Il filo del racconto è però spezzato in tanti capitoli brevissimi ed ellittici: non è facile, almeno per i primi 60 minuti (durata totale 175) comprendere perché siamo qui, in questa casa, attaccati ai corpi di coloro che la abitano.

Sull’intreccio di “Die Frau des Polizisten” di Philip Gröning, in concorso alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, è meglio non dire di più.

Gröning utilizza un meccanismo narrativo immersivo subdolo ed efficace: all’inizio le scene si accumulano e sembra non accadere nulla, o almeno non in senso canonico. Ma la consuetudine genera vicinanza, quella famiglia a poco a poco diventa la nostra, ciò che riguarda quelle persone riguarda anche noi. Così quando subentra l’anomalia siamo già in trappola, come la protagonista.
Più che una sfida, un’esperienza empatica e una prova di pazienza.

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Contro

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