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  • La Notte Dei Girasoli

    Diretto da Jorge Sánchez-Cabezudo

    Data di uscita: 13-06-2008

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La notte dell’incubo più reale che esista

Noir anomalo, in senso totalmente positivo. A metà tra dramma e thriller, non ha niente a che fare con la spettacolarità, perciò non vi aspettate inseguimenti e sparatorie mozzafiato sullo sfondo di una NYC putrida e sinistra (ma sempre affascinante). Il setting è nel cuore della Spagna rurale. Un film incentrato sui personaggi, il cui punto di vista si alterna sullo schermo in sei episodi, ognuno dei quali presenta una soluzione finale cui si riallaccia l’episodio successivo, spiegando la situazione presentata in quello precedente e aggiungendo un elemento di complicazione alla vicenda. Risultato: una suspense che non ci fa stare fermi sulle poltrone.

Non ha molto senso narrare la trama, onde non rovinare la sorpresa! Le connessioni fra i vari personaggi, infatti, si scoprono gradualmente, per cui può apparire strano che in un episodio si alterni l’esplorazione di due speleologi in una grotta ai continui litigi tra due vecchi contadini, ultimi abitanti di un villaggio di montagna; eppure non occorre aspettare molto per capire come le due azioni si intreccino in maniera anche molto drammatica, in un magistrale montaggio alternato, “con sorpresa” potremmo aggiungere, giacchè non viene lanciato nessun segnale per farci capire che le due azioni convergeranno. È un film che racconta come persone assolutamente ordinarie, calate in un contesto straordinario, possano reagire con la disgregazione istantanea delle categorie morali cui credevano di essere saldamente legate.

E poi è un film sulla violenza, qui presentata senza nessun appeal; insomma, quando si riaccendono le luci in sala non rimangono le sensazioni forti come quelle lasciate, ad esempio, da Al Pacino in Scarface, o come un poliziotto che in una sparatoria all’ultima pallottola finalmente uccide il serial-killer fonte di mille angosce e partecipazione emotiva. La violenza in questo film scaturisce, a seconda dei personaggi, dalla perversione e dalla frustrazione, dall’istinto di autodifesa, dagli istinti primitivi di violenza finalizzata solo a se stessa; e non è mai giustificata, da parte del pubblico, come vendetta o come momento di rivalsa. E torna alla mente quello che diceva Kubrick, ricondurre l’uomo ad uno stato primitivo, e vedere se riesce ad essere ancora “buono”. Sanchez-Cabezudo è al suo primo film. Complimenti.

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