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Non è una commedia

Si sa, la parte degli angeli è il 2 percento del whisky, che sparisce al momento dell’apertura della botte. Quindi il film di Ken Loach che porta questo titolo parlerà di whisky.
La pellicola parte come un classico dramma di Loach: ragazzi disoccupati che vivono al limite della legalità. Il mondo britannico, rappresentato in modo veritiero: là è impossibile mutare la propria storia. Ma questa è una commedia, e si dimostra tale solo nel finale e nella rappresentazione divertita e divertente di alcuni personaggi secondari (Mo e soprattutto Albert), ma non fa ridere e non credo lo voglia nemmeno fare, dato che la regia non è da commedia, ma da film realista, con tempi e modi differenti.

OneLouder

Il film è ambientato a Glasgow. Gli attori non sono professionisti. Quel che vediamo è vero, anzi, verosimile. Sappiamo che capita se non a Robbie, il nostro protagonista, a tanti ragazzi e non solo in Scozia. Il film racconta una storia assurda ma possibile, attraverso personaggi credibili, per cui proviamo immediatmente affetto e comprensione (si veda Harry). Robbie vuole (faticosamente) riscattarsi, e il perché lo sappiamo: ha appena avuto un figlio. Sarà il whisky il mezzo per il riscatto. Ma attenzione: per salvarsi, Robbie commetterà un ultimo reato, che Loach ci porta a perdonargli.

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Contro

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