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Viva la mamma

Fra i giovani cineasti italiani, è probabilmente Virzì ad aver meglio introiettato i canoni della commedia all’italiana, che affronta tematiche sociali e storie comuni con ironia e sensibilità. Il suo ritorno in sala, a due anni da “Tutta La Vita Davanti” – commedia ambientata nel paradossale mondo dei call center – è un’ulteriore conferma della sua crescita, come regista e come autore.

Bruno Michelucci torna nella natìa Livorno, dalla quale era fuggito ancora adolescente, per dare l’estremo saluto all’amata/odiata madre. Il suo viaggio è l’occasione per risolvere conflitti personali e chiarire il lungo conto in sospeso con la sua famiglia e quella provincia piena di malelingue che gli ha “rovinato la vita”.

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Il rapporto di mamma Anna con i suoi figli è pieno d’amore e gratitudine, anche nei momenti di tensione e contrasto. Allo stesso modo viene da immaginare il rapporto fra Virzì e l’universo dei suoi personaggi, che pur rispettando una trama semplice e lineare non è mai bianco o nero, ma ricco di sfumature che li carica di umanità, pur nella loro imperfezione. E pur non trattandosi di un’opera autobiografica, non si fatica a riconoscere lo sguardo del regista nel legame conflittuale con la provincia livornese, terra splendida e ostile, divisa tra passioni e convenzioni sociali.

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