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Miccia corta

In Italia, Prima Linea fu la formazione armata terroristica più importante dopo le Brigate Rosse. Sergio Segio, uno dei fondatori, scrive un libro nel 2006 (“Miccia Corta”, per DeriveApprodi, Castelvecchi Editore), in cui racconta la sua esperienza col gruppo armato e il suo rapporto con Susanna Ronconi, storica compagna di lotta e di letto. Dal libro di Segio parte l’idea di questa pellicola di Renato De Maria, con Riccardo Scamarcio nella parte di Sergio e Giovanna Mezzogiorno in quella di Susanna.

Accompagnato da un contorno di polemiche e interrogativi morali spesso retorici, il film sembra ansioso di smentirli con la sua asciutta diegesi, sfrondata di pathos e dotata di un climax esibito ma stranamente svuotato. Mi spiego meglio: il climax tecnicamente c’è e capiamo quasi subito che culminerà col tentativo di evasione delle ragazze orchestrato dal gruppetto di Segio. Però nelle rievocazioni dello stesso Segio, che punteggiano la manovra di avvicinamento al carcere, sebbene costruite in forma di cronistoria in crescendo, manca per assurdo proprio quel senso di crescendo che ci si aspetterebbe.

Non che manchi totalmente l’emozione, ma essa sembra più scaturire dalla percezione dei fatti di morte e della consapevolezza della inevitabile fine tragica dei protagonisti, più che dalla modulazione di un percorso interiore. Percorso che avrebbe donato spessore ad un livello critico, psicologico, umano, molto sottile.
Il timore di Scamarcio e della Mezzogiorno di muoversi da espressioni cupo-medio è a questo punto coerente, se non giustificato, ma non fa che contribuire ulteriormente alla potatura del complesso patico.

Per il resto il film è girato con un occhio alla televisione, che lo rende svelto e chiaro, in un atmosfera cromatica plumbea, da mattina padana.

OneLouder

In nome della chiarezza e della praticabilità si sacrifica a volte il senso pieno della Storia, ma anche delle storie.
Non si pretenda quindi di aver capito Prima Linea dopo aver visto il film di De Maria. Ma il consiglio è comunque di andare a vedere il film. Le dinamiche (complesse) e la cronistoria (quella completa) si potranno ricercare sulla carta stampata. O magari in prossimi film.

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