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  • La Spina Del Diavolo

    Diretto da Guillermo del Toro

    Data di uscita: 30-06-2006

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Come insetti intrappolati nell’ambra

Una bomba inesplosa conficcata nel centro del cortile. Feti abortiti allineati all’interno di tanti vasetti nel laboratorio di un vecchio professore. Insetti intrappolati nell’ambra. E il fantasma di un bambino che perseguita costantemente il piccolo Carlos, abbandonato dal tutore in un sinistro orfanotrofio.
Tante tragedie cristallizzate, insomma, attraverso le quali si snoda, a volte troppo lentamente, la trama del film.

Spacciato all’uscita per un horror, “La Spina Del Diavolo” si rivela in realtà un singolare thriller psicologico, in cui l’elemento soprannaturale non è funzionale alla trama, ma è solo l’ennesimo simbolo della situazione sospesa in cui si trovano invischiati tutti i personaggi.
Siamo infatti nel bel mezzo della guerra civile spagnola e l’orfanotrofio in cui viene ospitato Carlos è un’oasi di pace che tenta disperatamente di sottrarsi – e di sottrarre i suoi piccoli ospiti, in gran parte figli di partigiani uccisi – all’infuriare dei combattimenti.

Mentre i bambini accettano la situazione come quasi naturale, arrivando a giocare con la bomba disinnescata, gli adulti – anche quelli più valorosi – si muovono a tentoni, schiacciati da avvenimenti troppo grandi per loro.
Per sopravvivere, sono costretti ad aggrapparsi a quello che possono: Carmen, la stoica direttrice comunista, si consola con il giovane tuttofare fascistello che detesta, e il dottor Casares, adorato dagli orfani, vende, per sovvenzionare l’orfanotrofio, intrugli da stregone che dovrebbero curare l’impotenza. E, mentre insegna ai suoi pupilli a diffidare delle superstizioni popolari, vi cede lui stesso non appena i suoi allievi girano il capo.

Il limbo ovattato dell’orfanotrofio si rivela così sempre più pieno di cupi segreti e debolezze nascoste, che si accumulano fino alla prevedibile tragedia finale.
Alla fine, in mezzo ad adulti incapaci di reagire, saranno i bambini a dover prendere in mano la situazione. A costo, però, di perdere l’innocenza.

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