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  • La Terra Degli Uomini Rossi – Birdwatchers

    Diretto da Marco Bechis

    Data di uscita: 02-09-2008

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Terra da venerare, terra per speculare

C’era una volta una popolazione autoctona nell’immenso continente al di là delle Colonne d’Ercole. Poi la partenza delle tre caravelle e da lì a non molto il più grande genocidio della storia umana – non solo nell’America del Nord. Anche nel Brasile di oggi esistono infatti le riserve, dove proseguono la propria esistenza, tra numerosi suicidi e una distruttiva dipendenza dall’alcool, alcuni gruppi etnici, tra i quali i Guarani Kaiowà. E sono loro ad essere al centro di “La Terra Degli Uomini Rossi – Birdwatchers”, il nuovo film di Marco Bechis, che mette in scena uno dei disperati tentativi di riprendere possesso della propria terra. Ciò che in brasiliano viene chiamato retomada.

Sono essenzialmente due le logiche messe a confronto da Bechis: la carta del catasto e il culto della terra come origine e fonte della vita stessa. I Guarani Kaiowà non desiderano essere schiavizzati fra i campi o nelle case dei ricchi fazendeiro per guadagnare pochi spiccioli, né accettano di ricevere il mantenimento da parte dello Stato. È la terra, da coltivare e nutrire, tutto ciò che vogliono. Una terra preziosa, sempre più destinata alle coltivazioni per la produzione di bioetanolo.
Bechis denuncia tutto questo senza troppi eufemismi, indagando nel contempo, e con disarmante sensibilità, i sentimenti, i desideri, le delusioni e le curiosità dei Guarani Kaiowà. Sullo sfondo, permane un continente ancora ricco di natura, in cui i turisti si recano per osservare le specie di volatili esotiche, anch’esse sempre più a rischio di estinzione a causa della continua deforestazione.

Ulteriore pregio della pellicola è il cast. Claudio Santamaria e Chiara Caselli sono nomi conosciuti al grande pubblico italiano, e non solo. Ma ciò che stupirà maggiormente è vederli nei panni dei comprimari. I veri protagonisti sono infatti gli indigeni, interpretati da autentici Guarani Kaiowà, sottoposti per l’occasione a un intensivo e particolare corso di recitazione.
Convince, insomma, questa nuova prova di Bechis, sia negli intenti umanitari che nella realizzazione artistica. Non lascerà indifferenti.

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