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Il destino è un libro bianco

Cosa fareste, se aveste l’opportunità di tornare indietro nel tempo e assassinare Hitler prima che faccia troppi danni? È questo il dilemma morale che si trova ad affrontare il mite professore Johnny Smith, a cui un coma lungo cinque anni ha lasciato come strascico il “dono” della preveggenza.

Lasciando da parte eccessi gore e molte delle sue tematiche classiche, Cronenberg costruisce un film decisamente meno personale del solito ma pulito e compatto, affidando il ruolo di protagonista a un dolente Cristopher Walken, novello Redentore “toccato” dalla mano un po’ brusca di Dio.

Come accade in molti dei lavori del regista canadese, il protagonista è un diverso, incapace di condurre una vita normale a causa della sua “mutazione”, eppure è pronto a lottare per salvare la stessa società che lo respinge. Johnny decide infatti di immolarsi – e, meno cristianamente, di uccidere – per evitare la guerra atomica progettata da Stillson, un folle candidato alla Presidenza.

Ma davvero l’olocausto era davvero già scritto, ed è Johnny che riesce ad evitarlo sfruttando le “zone morte”, nebulose, delle sue visioni, o piuttosto il professore era destinato fin dall’inizio, fin da quando ha ricevuto il “dono”, a fermare Stillson? Il dubbio è legittimo, visto che ben pochi sembrano credere che sia stato il caso a dotare Johnny dei suoi poteri paranormali.

Comunque si veda la questione, “La Zona Morta” rimane una delle migliori tra le tante trasposizioni cinematografiche delle opere di Stephen King. Tolto “Shining”, naturalmente.

OneLouder

Fedele ai principi del cristianesimo, un uomo rifiuta la proposta della promessa sposa di fermarsi da lei per la notte. Dio lo ringrazia a modo suo: “Mi ha lanciato contro un camion a diciotto ruote, mi ha fatto piombare nel nulla per cinque anni; quando mi sono svegliato, la mia ragazza era andata, e anche il mio lavoro, e le gambe erano praticamente inutili.” E in più si trova sulle spalle la responsabilità di salvare il mondo da uno squilibrato.
Morale: se non avesse fatto tante storie si sarebbe evitato un mucchio di seccature…

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