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Apologia del cinema

Il regista Maurizio Nichetti presenta in una trasmissione televisiva il suo ultimo film, “Ladri Di Saponette”. Nel frattempo, una tipica famiglia italiana segue la programmazione in TV, costantemente interrotta dagli spot pubblicitari.
Un improvviso black-out sconvolge e mescola le due distinte dimensioni dell’etere, il cinema e la pubblicità, stravolgendo inevitabilmente la trama che si era fin qui sviluppata.

Quinto film di Nichetti, “Ladri Di Saponette” testimonia la raggiunta maturità del regista che riesce a costruire una storia intessuta di innumerevoli percorsi interpretativi.
Parodia/rivisitazione del film per eccellenza del neorealismo italiano “Ladri Di Biciclette”, l’opera è un omaggio a un certo modo di fare e soprattutto di vedere il cinema, nella sacralità della sala cinematografica, contrapposto alla fruizione moderna e distratta dei film in TV, mutilata dagli indiscreti spot e dagli irritanti jingle pubblicitari.
La critica alla TV è alimentata inoltre da una amara riflessione sociologica sulle manie consumistiche, che contagiano tutti indistintamente, e saggiamente affiancata da una geniale e ricercata contaminazione dei linguaggi metafilmici.

“Ladri Di Saponette” mantiene infine tutte le caratteristiche della firma autoriale e della poetica nichettiana: la comicità surreale e fantasiosa, le gag fisiche del cinema muto e il sovvertimento degli schemi e degli standard narrativi.

OneLouder

Dopo “La Rosa Purpurea Del Cairo”, un nuovo ed elaborato pastiche che gioca questa volta con due mondi artefatti, incorporei, immaginari, riscattando la genuinità del cinema a scapito della pubblicità e dimostrando però come la pubblicità sia in grado di corrompere inevitabilmente anche questa libera espressione e interpretazione della realtà.
Una vocazione polemica arguta e vincente!

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Contro

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