Home > Recensioni > Landscape No.2

Faccia a faccia con l’inimmaginabile

Bastano le prime battute, brevi e coincise, così come le scene forti e incalzanti, a spazzare via ogni possibile scetticismo su “Pokrajina St. 2″ (“Landscape n. 2″), ogni timore: in sala siamo bimbi ed adulti al tempo stesso, sbirciamo dalla serratura immagini di sesso spinto, guardiamo con imbarazzato timore, come ragazzi con la mano parata dinanzi, la violenza gratuita che sfocia nell’horror. A tratti invece ci sentiamo schiacciati da una coscienza appesantita, adulti da un passato scomodo e peccaminoso, che addita tutti come colpevoli e complici, e nulla risparmia.

Tutto inizia quando due ladruncoli un po’ sprovveduti si introducono in casa di un ex ufficiale della nomenklatura di Tito, e si impossessano di un quadro, intitolato appunto Pokrajina St. 2. Sergej, ego spropositato che vuole tutto e subito, noncurante delle possibili conseguenze, preso dall’avidità sottrae, all’insaputa del compagno, del denaro e un documento la cui importanza ignora totalmente. Il gesto scatenerà una rovinosa reazione a catena.

Sullo sfondo delle fosse comuni naziste, dove nell’immediato dopoguerra furono gettati collaborazionisti prima benedetti dalla Chiesa, e poi uccisi dai vincitori in maniera impietosa, si snoda una narrazione fatta di strane e paradossali coincidenze, situazioni compromettenti, in una frenetica, spietata lotta senza quartiere: perché un volta dato fuoco alle polveri si può solo attendere che gli eventi, la cruda violenza, facciano il proprio corso.

Il film ritrae questo meccanismo perverso per mezzo di una sequenza vorticosa di cappi, lame affilate, schizzi di sangue, in una continua destabilizzazione degli equilibri che sfocia in una visione unica di morte che lascia attoniti.

Pregevole l’interpretazione di Slobodan Custic, vera macchina omicida in preda ad un ossessivo bisogno di morte, mossa dal tentativo di esorcizzare le paure consapevoli di un passato colpevole che riaffiora. Il film è firmato dal regista sloveno Vinko Moderndorfer, abile nel raccontare in modo coinvolgente i peccati dei padri, artefici di un percorso storico raccapricciante che non smette di chiedere il conto.

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