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Chi ha paura dell’Uomo Nero?

Il nuovo film d’animazione della DreamWorks è sicuramente uno dei grandi avvicinamenti del Festival di Roma 2012 al grande pubblico, insieme all’anteprima di “Breaking Dawn” e al ciclone Stallone. Il nuovo progetto natalizio della casa produttrice di “Shrek” si prepara a diventare un vero e proprio campione d’incassi, in quanto perfetto contenitore di ingredienti shakerati alla perfezione.

La produzione è affidata al talentuoso regista messicano Guillermo Del Toro, garanzia di visionarietà e sfrenata fantasia visiva, mentre la regia è dell’esordiente Peter Ramsey.

La trama prende cinque personaggi dell’immaginario infantile nordamericano (Santa Claus, Sandman, la Fatina dei Denti, il Coniglio di Pasqua e Jack Frost) e ne fa i paladini dell’immaginario infantile planetario, impegnati a far sì che i bambini credano in loro e, di conseguenza, mantengano ben viva la loro fantasia.

Quando l’Uomo Nero, dopo anni di latitanza, torna in azione, dovranno unire le forze per impedire agli incubi e alla paura di dominare il mondo.

OneLouder

Non abbiate paura, la paura avvelena l’anima! È questo il messaggio che il film riveste di un comparto grafico sontuoso e di un 3D finalmente utile non solo ad uno sterile montaggio delle attrazioni ma anche alla scorrevolezza della narrazione. I nostri cinque eroi si preparano ad una probabile serialità, a nuovi arrivi, a nemici sempre più oscuri…

Se la pellicola rappresenta un passo indietro sul piano della narrazione “adulta” da parte dello studio fondato da Spielberg, è anche vero che è talmente piena di trovate, di mondi, di gag semplici ma ben riuscite, che anche i genitori non usciranno scontenti dalla sala dopo averci portato i loro figli.

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