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Ridere del cancro? Si può.

Bentornati a Venezia, francesi. Bertrand Blier – sottile e abile umorista nero il cui ultimo film (Per sesso o per amore?, che potete ricordare come «il film con Monica Bellucci») risale al 2005 – è presente in sala alla seconda proiezione del suo ultimo lavoro, e avverte il pubblico: «Non aspettatevi di ridere». Non è proprio così. La sinossi è presto fatta: Charles Faulque, scrittore alcolizzato, vive quasi totalmente isolato, in compagnia della sua domestica e di qualche saltuaria visita femminile. Il film si apre con la visita di un signore sospetto ma cordiale, che è il suo cancro. Ecco le basi per una solida amicizia (almeno per il decorso della malattia).

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Un incontro molto particolare, i suoi effetti psicologici, e una serie di botta e risposta da teatro dell’assurdo. Sebbene la questione sia seria, anzi tragica, lo stile non lascia spazio per patetismi o cadute di ritmo, anche quando la direzione è quella del film d’amore (!). Qualche esagerazione: sguardi in macchina (ben piazzati), apparizioni confusionarie nella seconda metà, siparietti un po’ troppo surreali. Ma Blier salva sempre i personaggi da situazioni paradossali e nessuno scoperchierà il pregiudizio comune sui «film francesi». Impeccabile la composizione delle scene. Cast mai enfatico pur in contatto col pubblico (ottimi Anne Alvaro, la domestica, e Albert Dupontel, il cancro). I tumori sono una cosa serissima, ma ne riderete.

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