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Due sorelle riflesse in una

Dal magico cilindro che furono gli anni Settanta, un De Palma ispirato scrive e dirige “Le Due Sorelle” (“Sisters”), film di produzione indipendente tra i più esplorativi dell’inquietudine che tanto spesso ricorre tra le sue opere.

Una brutale aggressione ed una disperata richiesta d’aiuto prima di esalare l’ultimo respiro. È questa la scena a cui assiste Grace Collier, giovane e determinata giornalista, dalla finestra di casa sua.
Allerta la polizia e si reca con loro presso il presunto luogo del delitto, l’appartamento di Danielle Breton (Margot Kidder), giovane modella/attrice, che senza indugi si mostra collaborativa sapendo di aver fatto bene le pulizie . Certa di quanto visto ma screditata dalla polizia, Grace non demorde e decide di indagare da sola, determinata più che mai a far emergere la verità – e a farci sopra un articolo che sollevi la sua carriera.

Come in altre produzioni dell’epoca, anche in questa spiccano l’elasticità e l’armonia con cui il regista naviga per generi differenti, cosa frequente quando la sua firma non si limita alla cinepresa.
Thriller? Sì, ma ammiccando un po’anche all’horror, lo stesso del suo maestro Hitchcock.
La tecnica dello split screen, abilmente usata per far convergere situazioni e personaggi, unita alle tinte di hitchcockiana memoria, delineano uno stile già maturo, parte di una fase che tra il 1973 e il 1976 ha dato vita a film del calibro de “Il Fantasma Del Palcoscenico” e “Carrie, Lo Sguardo Di Satana”.

Altra nota di merito và senz’altro alla colonna sonora scritta non a caso da Bernard Herrmann, storico collaboratore di… ma no, non serve dirlo.
Il taglio del film unito alla maestria di Herrman danno vita ad un sodalizio di inquietudine e tensione che buca lo schermo senza compromessi, rendendo le emozioni quasi palpabili. Nell’ora e mezza di durata della pellicola è la suspance a far da padrona e, nonostante alcuni cedimenti, il ritmo resta sempre buono, forte anche di una solida interpretazione (la migliore è senz’altro quella di William Finley, consacrato al pantheon degli attori di fiducia di De Palma – nonché protagonista de “Il Fantasma Del Palcoscenico”).

Il regista con “Le Due Sorelle” sfoggia in pieno il suo poliedrico talento. Ispirato dal lato oscuro dell’uomo – dalla scopofilia alla schizofrenia – il film è una discesa negli abissi la cui profondità segna una delle fasi di massima forma di De Palma.

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