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Ambizione e morale

Tratte dalla pièce teatrale “Farragut North” di Beau Willimon, le vicende narrate in “The Ides of March” si svolgono durante le caldissime fasi finali delle primarie in Ohio. Protagonista è un giovane e abile addetto stampa (Ryan Gosling) che si adopera per il successo della campagna elettorale dell’idealista governatore Mike Morris (George Clooney), uno dei due candidati per il partito democratico. Coinvolto in scandali e intrighi, sarà costretto a fronteggiare le spietate dinamiche che regolano la lotta politica ai più alti livelli, trovandosi a dover scegliere da che parte stare in un mondo che oscilla in modo imprevedibile tra lealtà e cinismo.

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Regia di Clooney non particolarmente brillante per una storia di sesso e potere che non eccelle in originalità, ma che prende la politica come pretesto per esplorare il divario, apparentemente incolmabile, tra ambizione e morale, successo e lealtà. L’idealismo si incontra e si scontra con corruzione e tornaconti personali e di partito; un singolo errore è sufficiente per passare da manipolatore a pedina sacrificabile; una vita intera non ha alcun valore a confronto con il successo di una campagna elettorale. Anche la dignità è un prezzo equo da pagare pur di raggiungere potere e popolarità, a patto che la verità accolta dalle masse votanti non sia ciò che realmente accade, ma piuttosto ciò che si riesce a far divulgare dai media.

Dilemmi universali che, malgrado una bella fotografia, non sempre trovano il giusto sviluppo nelle vicende e nelle personalità dei protagonisti, in particolare nelle interpretazioni di Clooney e Gosling, il cui indubbio talento non basta a fugare l’impressione che non siano del tutto calati nella parte. Colpa anche di una sceneggiatura che fa apparire talvolta prive di continuità e non del tutto credibili le reazioni dei personaggi allo scorrere degli eventi.

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