Home > Recensioni > Le Occasioni Di Rosa

Bella, terribile, Napoli

Era il 1981 quando l’allora giovanissima Marina Suma fece la sua prima apparizione sul grande schermo, vestita di rosso, sexy e spregiudicata, camminando su un lungo vialone della periferia napoletana. Tutto giocato sul suo personaggio – e il titolo lo suggerisce – “Le Occasioni Di Rosa”, seconda prova del regista Salvatore Piscicelli, parla sì di un singolare ménage a trois tra Rosa, Tonino e il ricco omosessuale Gino, ma parla anche del mondo della prostituzione, maschile e femminile, del traffico della droga e della microcriminalità. Finalmente in dvd un paragrafo non da dimenticare del cinema italiano. Negli extra, un’intervista al regista e un incontro con Marina Suma.

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Eccolo, il bello stile cinematografico italiano anni Settanta – qui inizio anni Ottanta, a dir la verità – fatto di sequenze che a volte sembrano buttate lì, altre volte invece studiatissime, ma sempre senza arrivare mai all’effetto patinato o all’evidente gioco registico. Il tutto con un sottofondo musicale irriverente che sa spiazzare lo spettatore e dosare la giusta tensione. In più qui c’è una Suma esordiente di tutto rispetto e la consapevolezza sociale del tema trattato. Per cinefili e non solo.

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