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Cambiare il mondo

“Cambiare il mondo”: è questo il nome del centro sociale dove hanno luogo le vicende di “Le Ombre Rosse”, film di Citto Maselli proposto nella sezione “Fuori concorso” ma già riconosciuto dal Premio Bianchi.

Questa struttura – un cinema dismesso situato a nord di Roma – si ritrova al centro di un grande e vivace dibattito cui partecipano esponenti della vita politica e culturale italiana: l’accademico Sergio Siniscalchi, l’ex sindacalista Massimo Serra, la giornalista di sinistra Vanessa, l’architetto Varga e altri personaggi della politica e dell’amministrazione locale. Punto centrale del dibattito è la trasformazione – e istituzionalizzazione – del centro sociale in una casa della cultura gestita da privati o dall’amministrazione pubblica. Cambiare il mondo non è quindi soltanto il nome del centro sociale ma è, più nel concreto, anche ciò che i ragazzi tentano di fare in un contesto politico non certo favorevole.

Difficile perché proprio tutti questi personaggi non sono in grado di mostrare il lato umano e passionale della politica ma si limitano a interpretare il ruolo loro assegnato dalla convenienza del momento. Insomma, stereotipi veri e propri. Anche i ragazzi, di conseguenza, non riescono a sviluppare una riflessione politica davvero profonda.

Sono molti dunque i temi presentati da Maselli – la crisi della sinistra, l’immigrazione, la sicurezza – ma un ritmo forse esageratamente lento impedisce alla narrazione di decollare. Dal punto di vista della recitazione, in ogni caso, siamo di fronte a ottime prove sia da parte dei giovani che dei “vecchi”: Valentina Carnelutti, nel ruolo della leader Margherita, Roberto Herlitzka, che interpreta il professor Siniscalchi, e il grande Arnoldo Foà.
In definitiva, un film lento ma con tanti spunti attuali e interessanti. Forse però da un maestro come Maselli ci saremmo aspettati qualcosa di più.

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