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Nelle paludi del Texas

I “killing fields” sono campi paludosi nei dintorni di Texas City dove, nel corso degli anni, sono stati abbandonati numerosi corpi di donne assassinate. Mentre i detective Mike Sounder (Sam Worthington) e Brian Heigh (Jeffrey Dean Morgan) indagano sul caso di una giovane trovata uccisa, le minacce del presunto killer si fanno più pressanti finché sparisce misteriosamente anche la piccola Ann (Chloë Grace Moretz), una ragazzina dalla situazione familiare complicata a cui Mike a Brian sono particolarmente affezionati. Ad aiutare i due nella ricerca di Ann, anche l’ispettore Pam (Jessica Chastain), ex-moglie di Sounder.

La regista è Ami Canaan Mann, figlia di Michael Mann, qui coinvolto in veste di produttore. L’autore della sceneggiatura, basata su fatti e persone reali, è Don F. Ferrarone, un ex-agente della DEA, poi diventanto consulente e autore per il cinema.

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Ami Mann aveva già esordito al cinema nel 2001 con “Morning” per poi dedicarsi soprattutto alla tv; con “Texas Killing Fileds” (presentato in concorso alla 68. Mostra del Cinema di Venezia) ambisce a costruire un racconto misterioso nel quale il colpevole non è facilmente individuabile né punibile perché si nasconde nelle case, nelle famiglie violente, nel disinteresse sociale per le persone abbandonate.

Al film manca forse quella tensione morale nella scrittura, solo suggerita attraverso il personaggio di Jeffrey Dean Morgan, che gli avrebbe permesse di essere davvero un film drammatico notevole e avrebbe fatto perdonare più facilmente i punti del racconto che sembrano girare a vuoto. Gli attori però sono efficaci, le atmosfere spaventose dei “killing fields” ben rese e la soluzione del mistero si segue con gusto, tra sparatorie, inseguimenti e almeno un paio di buone scene cariche d’ansia e d’inquietudine.

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