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Raccontare i film

La scelta di Davy Chou è di ricordare la fiorente industria cinematografica cambogiana, distrutta dai khmer rossi. Il regista ha scovato alcune personalità di quel mondo perduto e li ha intervistati. Essi raccontano storie e rievocano immagini dei film scomparsi (come se fossero fiabe o leggende) proiettandoci in un mondo dorato che non esiste più. Infatti, solo parti delle 400 pellicole di un tempo sono sopravvissute. La maggior parte di registi e attori è stata uccisa, le 36 sale di Phonom Penh sono diventate karaoke bar, sale da biliardo, ristoranti e ricoveri èper famiglie senza tetto.

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Un film struggente, pieno di malinconia, che ci fa ritornare all’orrore del periodo dei khmer rossi (sul quale però il regista non si sofferma, chi non sa la storia è meglio si documenti prima di vedere il film). L’idea geniale è far raccontare, a registi, attori e spettatori, le trame dei film, e i trucchi cinematografici, come se fossero leggende. L’atmosfera dell’Indocina, magica e misteriosa, viene restituita in pieno dalla pellicola di Chou.

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