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Ricordati che devi morire. Sì, mo’ me lo segno…

Un vecchio professore universitario (lo sprecato Ben Kingsley) si innamora di una fanciulla (la sempre splendente Penélope Cruz). Lei è bella, sveglia, tosta, gli è fedele e lo ama alla follia. Lui è insicuro, viziato, geloso, piagnone e pieno di casini. E quando arriva al momento di presentarsi alla famiglia della sua bella fugge, col risultato che lei lo molla e lui va nel panico perché anche se la tradiva con le altre la amava davvero.
Dopo due anni di separazione lei torna da lui a chiedergli un favore che non sveleremo per rispetto dei lettori di Harmony che dovessero decidere di correre al cinema.

La storia è di una tristezza infinita e sicuramente non il massimo dell’originalità, ma non è questo il punto. Il punto è un altro. Anzi, sono due.

Il primo è l’insopportabilità del personaggio maschile che, a dispetto dell’età e del minimo sindacale di saggezza che di conseguenza dovrebbe avere, è tremendamente infantile e, come se non bastasse, si trasforma per amore in un insopportabile piantagrane.

Il secondo è che il film straborda di retorica (attenti agli schizzi di luoghi comuni, se sedete nelle prime file!).

Un consiglio alla regista: se devi raccontarci la triste vicenda di un uomo che non accetta di invecchiare, non mostrarcelo assorto mentre guarda alla finestra l’arrivo dell’inverno e, per favore!, evitiamo le inquadrature di foglie marce.
A questo punto mettiamoci anche una falce, una clessidra e una scritta in sovraimpressione “Attenzione! Casomai vi fosse sfuggito, vi facciamo notare che in questo momento il personaggio principale sta riflettendo sulla propria morte”.

OneLouder

Sfregiare un film del calibro di “The eternal sunshine of the spotless mind” traducendolo in “Se mi lasci ti cancello” è stato un vero e proprio delitto.
Qui il titolo di un romanzo di Roth, “L’animale morente” – forse a indicare, con notevole preveggenza, la condizione dello spettatore medio a fine proiezione – è stato sostituito da un meno lugubre “Elegy” in inglese e da un rivoltante “Lezioni d’amore” in Italiano. C’è da dire che in questo caso, c’era ben poco da rovinare . Anzi, non potete dire di non essere stati avvisati.

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